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LUDICA alla Darsena Pop Up

Il gioco, il rischio, la manipolazione del legno, la ricerca del design ludico e creativo ricorrendo a scarti di legno

“Ludica” è un progetto che vede la collaborazione tra Ass. Lucertola Ludens ed Arci, avviato a partire dalla settima edizione della Festa del gioco, che si distingue per affermare all’interno di uno spazio pubblico/privato quale quello della Darsena Pop Up di Ravenna, il tema del gioco, del rischio e della manipolazione del legno, del design ludico e creativo ricorrendo a scarti di legno.

Il progetto si sviluppa in un luogo “trendy” e di recente costruzione, molto frludica alla darsena pop upequentato da cittadini/e ravennati/e con e senza famiglie con bambini/e, e che si caratterizza per un design tutto particolare, certamente originale per le nostre località, essendo costituito da un insieme di container alcuni di questa adibiti a servizi privati ed altri pubblici, con un area che è ripartita per attività pubbliche ed altre per gli esercizi privati, aperto a tutti/e, con accesso gratuito dando un ingresso sul porto canale ed un altro nei pressi dell’Almagià.
Sin dall’anno scorso e tramite una serie di eventi cercati e che hanno visto l'iniziale collaborazione con la fucina “Saperi e sapori” della Darsena Pop Up, per poi interagire con l'associazione culturale “La darsena che vorrei”, di promozione dell’arte, connessa al luogo.
Nell’accordo si è scambiato l’uso gratuito di una parte di un container semi libero, con delle animazioni da proporre a tutti/e coloro che frequentano il luogo, centrate sulla costruzione del giocattolo ed il gioco libero o di costruzione di eventi.
In questo contesto resterà costante l'attenzione degli operatori a stimolare l'interazione e lo scambio tra bambini/e che non si conoscono e che sono residenti in diversi luoghi della città, sempre a partire dal gioco, proseguendo sull'esercizio della manualità che usa strumenti delle tecnologia semplice (o manuale, come amava definire l'amico Gianfranco Zavalloni), proponendo modalità di comunicazione alternative, facendo spesso riferimento e valorizzazione alle memorie d'infanzia di ciascuno, anche confrontate con le immagini e la cultura dell'infanzia contemporanee e di quella proposta dalla Convenzione dei diritti dei bambini/e, tendendo e testimoniando un clima di relazione positivo, senza giudizi, attento alle narrazioni, per una “convivialità della risata”, sensibile alle dinamiche di relazione interpersonali, a partire dalla manualità.

Di questo progetto se ne vedono le molteplici potenzialità, tanto di tipo educativo che inerenti l’animazione e l’inclusione sociale e scambio inter generazionale, collaborando con vari soggetti che già abitano il luogo e con coloro che vi arriveranno (è in atto un consolidamento di una rete di associazioni per l’ideazione di programmi di attività culturali e di tipo artistico per la Darsena Pop Up) per i seguenti OBIETTIVI: ludica alla darsena pop up
- riconoscere che le attività proposte al gruppo dei partecipanti, oltre ad essere validi passatempi, diventano vere occasioni di esercizio delle genialità personali e di gruppo, di espressione e scoperta di talenti e potenzialità individuali;
- creare risorse ludiche che diventano bene per se, dono e facilitano la relazione genitore/prole e con gli altri/e che con si conoscono;
- gradualmente apprendere abilità manuali, didattiche, relazionali, collaborative e/o anche rischiando in prima persona in forma “misurata”, manipolando veri strumenti, prevalentemente per emulazione sulla costruzione ed ideazione del giocattolo tradizionale, ricorrendo a tecnologia semplice e all'uso di materiale povero e di riutilizzo (prevalentemente si farà ricorso al legno scartato dallo scatolificio di Villanova);
- con i piccoli e grandi giocattoli realizzati, generare occasioni di tornei animati da spirito ludico all'interno della stessa Darsena Pop Up, piccole mostre;
- valorizzare socialmente la persona artefice del giocattolo, che “proietta se stesso/a nel manufatto”, spesso investito di artificiosa e geniale decorazione, mettendo a disposizione il manufatto ludico in contesti sociali allargati ed esterni alla Darsena Pop Up, così “partecipando in forma rappresentata” ad eventi pubblici quali feste in parchi, strade, piazze cittadine, di arricchimento per la Festa del gioco… ed altro da scoprire facendo.

All’esterno del container a noi concesso c’è una gradevole ampia area in ghiaino, che si presta sia al laboratorio attrezzato minimamente con tavoli e attrezzatura e sia al gioco.

Un luogo così ed all’aperto, vede la disponibilità di più associazioni a concorrere per restituire all’infanzia esperienze ludiche che altrimenti non sarebbe possibile nel contesto odierno socio culturale di “…infanzia è reclusa, dove i bambini/e sono sorvegliati speciali, godono di libertà vigilata e vedono preclusa la loro propensione ad agire da soli, in autonomia, sperimentando i loro limiti, correndo dei rischi accettabili, acquisendo fiducia ed autostima nei propri mezzi e capacità”, così come R. Farnè afferma con il suo team del Dipartimento di Scienze della Qualità della vita dell’Università di Bologna nell’ultimo numero di “Infanzia” (n1, gennaio marzo 2019), tutto dedicato al gioco, e che da vicino segue l’evoluzione di Ludica.giocare con il saltatappo

Sarà a partire da aprile, felicemente supportati dalle condizioni atmosferiche, che si darà avvio al programma di Ludica, permettendo a tutti/e di sperimentarsi nella costruzione di un giocattolo relativamente semplice - come le girandole ed i saltatappi - prima di cimentarsi in qualcosa di più impegnativo.
Impegnativo come le automobiline ed i battelli (che hanno i loro meccanismi fondati sulla scienza di base e l’ingegno da predisporre con perizia, sia per fare girare le ruote veramente, e sia per non fare capovolgere un mini natante che lo si vorrebbe vedere galleggiare e muoversi nell’acqua) i labirinti per le biglie che richiedono tutti più sessioni per poterli realizzare decorare completare al meglio.

Ludica, ci piace che sia una bambina impertinente, forse che richiama un po’ all’immagine di “Pippi”, nella sua giocoleria che ricorre a veri strumenti della manualità, utili a trasformare il mondo dapprima in giocattoli per giocare con se stessi/a e gli altri/e, e poi si appassiona alla scienza.