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DALL'ESPERIENZA AL CONVEGNO: TUTTIINGIOCO

Gabriele Mari si racconta: IL GIOCO MODIFICATO COME STRUMENTO EDUCATIVO

gabriele mari la pieve ravenna
Gabriele Mari - "professione “game designer”: anche per bimbi speciali"- si invita alla lettura di un bell' articolo sul portale Romagna mamme

Gabriele Mari - game designer ed educatore della Coop La Pieve - tramite immagini e testimonianza ha illustrato l'esperienza pionieristica di un percorso di attività fatto di gioco strutturato nell'ambito dell'autismo, avviando il tutto all'interno di centri educativi e progressivamente investendo l'esterno, coinvolgendo le figure e i luoghi che fanno parte della vita quotidiana dei soggetti presi in carica.

L'esperienza si è focalizzata sui giochi da tavolo, quelli che classicamente sono da giocare con almeno un'altra persona, in cui le regole e semplici abilità vengono giocate per "fare relazione" nella prossimità che si vede attorno ad un tavolo:
- Hanno molti nomi: GIOCHI DA TAVOLO, di società, in scatola, da tavoliere, di carte, da scacchiera...
- Sono giochi strutturati, con REGOLE, non tecnologici e si giocano solitamente seduti attorno a un tavolo.
- Ne esistono per bambini, per ragazzi, per ADULTI e per FAMIGLIE; sono adatti a maschi e femmine; si possono giocare tutto l'anno (non solo a Natale!).

L'autismo un disturbo pervasivo dello sviluppo caratterizzato da una TRIADE sintomatologica che porta deficit e alterazioni in TRE AREE specifiche:
1.COMUNICAZIONE VERBALE – Compromissione qualitativa, ritardo o totale mancanza dello sviluppo del linguaggio parlato.
2.INTERAZIONE SOCIALE - Incapacità di sviluppare relazioni coi coetanei, mancanza di reciprocità sociale o emotiva.
3.INTERESSI - Modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati

Attraverso il percorso con i giochi da tavolo e la RELAZIONE EDUCATIVA si è voluto promuovere la crescita, lo sviluppo, l'AUTONOMIA e il raggiungimento di MODI DI AGIRE ADEGUATI E INTEGRATI SOCIALMENTE, attraverso attività strutturate tra le quali anche il GIOCO.
Insegnare a giocare è stato un passaggio obbligato:

• Il bambino con autismo “non sa giocare”.
• Utilizza i giocattoli e gli oggetti in modo non flessibile, non funzionale, stereotipato, spesso per cercare stimolazioni sensoriali particolari.
• Il gioco di finzione, se presente, è rigido, ripetitivo e ripropone di continuo gli stessi schemi.

Il gioco strutturato può implementare abilità differenti a seconda degli obiettivi che l'educatore scentro educativoi prefissa. Noi ad esempio lo utilizziamo per lavorare, tra le altre, sulle seguenti abilità:

• la collaborazione
• l'uso dello sguardo
• lo scambio dei turni
• la comprensione di istruzioni e regole
• la condivisione degli stati d'animo
• l'attenzione congiunta
• la capacità di stare con gli altri
• la coordinazione oculo manuale

Metodologicamente, abbiamo preso in considerazione due metodi: l'ABA (Applied Behavior Analysis) Analisi del comportamento applicata e il TEACCH (Treatment and Education of Autistic and Communication Handicapped Children) Trattamento ed educazione di bambini con autismo e altre disabilità della comunicazione.
Il percorso si è avviato come esplorazione di possibilità, poi si è fatto più strutturato e consapevole, come ad esempio nell'analisi delle analogie tra game designer e metodo TEACCH.
Da allora il gioco strutturato è stato inserito tra le attività educative quotidiane dei Centri Santa Rita e La Coccinella di Ravenna, avviando un metodo di lavoro fatto di osservazioni sul campo, ipotesi, prove e modifiche, in un processo sperimentale a ciclo continuo.

sedie e tavolo gioco adattato giocattoo da tavolo comunicazione aumentata lettere

UN ESEMPIO - Per necessità di sintesi si propone un esempio di ciò che si è fatto con il classico gioco da tavolo del Domino. Il Domino è un gioco che si basa sull'accostamento di figure uguali: l'unico prerequisito fondamentale è quindi il riconoscimento visivo di figure identiche, una competenza non troppo elevata che consente al gioco di essere un ottimo punto di partenza. Si è operato per modificare il gioco adattandolo alle abilità del giocatore.
Le pedine: sono in legno, i soggetti sono disegnati dai ragazzi, vengono sorrette da stecche per facilitarne la manipolazione.
Il tabellone: ha delle guide in rilievo per inserire le pedine, la posizione di partenza e le corsie di gioco evidenziate da colori differenti. Le estremità del percorso sono aperte.
Il segnaturno: è un pedone colorato che ci si scambia quando si passa il turno (“ho il pedone = devo agire”; “non ho il pedone = devo aspettare”).
I marcatori: sono due segnalini posti sulle figure estreme del serpentone di tessere per focalizzare l'attenzione.
A questo punto, ed a partire da una task analisy, si è avviato il percorso tra educatore e soggetto in carica, a piccoli passi procedendo da una fase di completa dipendenza ad una progressiva autonomia che molte volte porta il soggetto a poter giocare con nuove persone, in famiglia nei luoghi che egli ella frequenta fuori dal Centro educativo o dalla Famiglia...

Nel 2014 abbiamo organizzato la mostra interattiva GIOCO IMPARO RACCONTO per condividere tutte le esperienze interne alla Cooperativa La Pieve e farne il punto zero di un percorso ludico-educativo più consapevole.
Gabriele Mari ed il suo gruppo, mentre continuano la loro ricerca e sperimentazione, sono disponibili a condividere l'esperienza in convegni e seminari. Per contatti e informazioni: coccinellaATcooplapieve.it

Nella nostra valutazione finale abbiamo assodato che:
- il gioco strutturato come strumento educativo è un'ottima PALESTRA per insegnare, sviluppare e allenare ABILITÀ e COMPORTAMENTI all'interno di una cornice piacevole, motivante e coinvolgente.
- il gioco è anche un canale attraverso cui esercitare

AUTONOMIE E ABILITÀ SOCIALI, raggiungere un'INTEGRAZIONE con i coetanei a sviluppo tipico e coltivare INTERESSI CONDIVISI con altri.
L'obiettivo ultimo, dopo essere passati attraverso i giochi modificati, è di giocare con i giochi commerciali, per giocare con altri in altri contesti: a scuola e al centro con gli educatori, a casa con la famiglia, fuori casa con gli amici.
Tutte le pratiche esposte finora sono confluite nel progetto denominato “TUTTINGIOCO”, un'etichetta che vuole racchiudere tutte le esperienze educative legate al gioco promosse dalla Cooperativa Sociale La Pieve, che è diventato un convegno ed un libro, con il coinvolgimento del professore Andrea Canevaro.convegno tutti in gioco ingrandimento

Vedi intervista sul gioco rilasciata da Gabriele a RomagnaMamme LINK