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Dirittoalgioco.it

A promozione della cultura ludica partecipata ed inclusiva

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GIOCARE E' UN DIRITTO NON UN OPTIONAL

Sin dal primo incontro (del 24 gennaio, poi del 21 marzo e quindi del 06 maggio) dei referenti delle organizzazioni invitate (che a Ravenna hanno in qualche modo a che fare con il tema del gioco) OBIETTIVO DELL'INCONTRO è di creare una rete di associazioni e persone interessate al tema del gioco affinché si collabori per realizzare una proposta di formazione da realizzare entro aprile (ma questo non è un obbligo), aperta sia al terzo settore che alla cittadinanza, con modalità da definire assieme.this is me ingrandimento

Le domande per il gruppo: In che modo investire questo budget a disposizione di questo tavolo? in che modo ciascuno/a vorrebbe approfondire il tema del gioco attraverso la formazione.

Il titolo è "GIOCARE E' UN DIRITTO non un optinal!" Sempre che questo risulti per il gruppo un titolo pertinente, ispirato dal video in lingua inglese generato dalla International Play Association dal titolo "This is me - children's right to play").
E’ stato scelto perché è di per se scritto in grassetto, si fa notare, ed è un diritto imprescindibile per garantire benessere ai bambini/e. Nella realtà di oggi c’è un’infinita proposta di attività ludiche e pseudo ludiche per i bambini/e ma veramente poca è la possibilità per loro di esercitare il gioco libero, l’attività ludica auto diretta ed auto organizzata, durante il loro tempo libero, in spazi e tempi dedicati e non (una condizione dell’infanzia, fanciullezza e pre adolescenza completamente rovesciata rispetto alla nostra generazione).
Lucertola Ludens mette a disposizione 1.000 euro, fondi accantonati dal premio ConCittadini dell’Assemblea Legislativa della Regionale Emilia-Romagna. A questi si aggiungeranno quelli provenienti dagli Assessorati Pubblica istruzione/infanzia e Ambiente per un complessivo budget di 2000 euro, iniziale.

Nel progetto della Festa del diritto al gioco si è contemplata la formazione anche in passato: per due anni si è realizzato un percorso di 4 incontri per docenti e terzo settore sul tema del gioco inclusione sociale, la prima volta con quattro diversi relatori e conduttori di esperienze, la seconda volta con Serafino Rossini di Cotignola per un approccio alla metodologia di intervento dell’educazione motoria ludica e inclusiva (frutto della prima scuola di A. Canevaro – gruppo di ricerca dell’università di Bologna).

formazione giocae è un diritto non un optional ingrandimento cartellone della riunione

DESTINATARI
INDICAZIONE – Non c’è una tipologia predefinita
I presenti hanno espresso questa lista di figure a cui destinare la formazione: operatori educatori dei centri e/o della scuola, animatori di centri estivi e i volontari delle parrocchie, associazioni, insegnanti scuola dell’infanzia e primaria, i nostri colleghi ciascuno nel proprio contesto di lavoro, aprire a famiglie/adulti in generale (genitori attenti che hanno piacere a scoprire il mondo del gioco), dirigenti società sportive, per gli sport più strutturati e normati
Un eventuale criterio di selezione dei destinatari potrebbe essere quello di scegliere alcuni della lista come prioritari e poi lasciare aperta la possibilità di adesione anche agli altri.

TEMPI

Una giornata o più giornate, con le sere

QUANDO
INDICAZIONE - Sulla proposta originaria era scritto marzo/aprile, ma il gruppo era anche libero di scegliere un tempo anche più avanti, se si ritiene che sia la scelta migliore. Dalla discussione è emerso il mese di ottobre come tempo propizio per realizzare l’evento, soprattutto pensando agli insegnanti, che vanno sollecitati da giugno.
Ad oggi si è prenotato Palzzo Rasponi per il periodo 25 e 26 ottobre e a questo si vorrebbe aggiungere animazione per le famiglie in piazza

MODALITÀ
Giornata/evento che contenga incontri/dialoghi con personalità (o testimonial), che hanno carisma e autorevolezza di dire qualcosa, per le cose realizzate. Più che fare formazione avere testimonial di livello, sapienti che affascinano ancora, che raccontino qual è la loro visione rispetto al diritto al gioco, oppure che cosa vuol dire per loro giocare con i bambini/e. Coinvolgere i formatori che formano chi educa, istruisce.
Fare questo presentando esperienze a largo raggio sui diversi settori di cui si è parlato, progetti ispiranti, invitare persone che aprono ad altre possibilità, buone pratiche locali e dell’altrove, workshop, strumenti pratici da usare, con associati laboratori per bambini/e che consentano ai genitori di partecipare ai workshop

Un grande evento che affronti in modo poliedrico il tema del gioco attraverso testimonial e sapienti, per comprendere la sfaccettatura del gioco nelle varie tematiche (esempio comprendere da un esperto che ha esperienza da raccontare sulla questione del gioco che deve promuovere inclusione e non esclusività – l’altalena PER disabili o le aree giochi inclusive)

Una o due giornate di studio in cui si presentano in sequenza iniziative, una introduzione generale e tante esperienze testimonianze di esperienze replicabili, diverse per destinatari vari; ed anche esperienze che non esistono nel nostro territorio ma che si potrebbero realizzare, che potrebbero servire da ispirazione per altri sul nostro territorio se si presentano le circostanze favorevoli.
Uno scambio di buone pratiche

Consegnare strumenti pratici e che possano essere subito spedibili, a scuola serve molto questo, dal progetto alla cosa pratica, applicabile subito, assimilabile più in una pratica di workshop

Stimoli per pensare e meravigliarsi, e strumenti per iniziare a fare, evitando l’auto celebrativo, perchè l’esperienza non è replicabile. La giornata singola o delle serate con diverse persone