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LABORATORIO- costruire la Manica a vento resistentemanica a vento resistente ingrandimento

Un largo gruppo di genitori ha partecipato per un paio di mattine al laboratorio condotto da un'operatrice dell'associazione Lucertola Ludens, coinvolgendosi nella costruzione di un giocattolo che - solo in apparenza - sembra molto semplice, ma in realtà richiede abbastanza lavoro e raffinate abilità di manipolazione del materiale, ai bambini e alle bambine il compito di decorare il giocattolo e di sperimentare il manufatto una volta terminato.

grupppo dei genitori
gruppetti di attività

L'attività è risultata come utile opportunità per raccogliere la comunità educante attorno ad un focus ludico orientato alla Festa del gioco del 2018. Sono state realizzate tante "Maniche a vento resistenti" quanti sono i bambini/e della scuola, con l'accordo che questi manufatti sarebbero stati usati alla Festa e poi ritornati alla scuola. Durante il contesto della Festa si è generato un simpatico ed alquanto decorativo "sfondo ludico" dal nome SLALOM DI VENTO, che ha visto i bambini/e giocare in molteplici modalità e generare alternative idee da quelle proposte dall'adulto (che si è proposto solo in avvio, nell'attivazione dello sfondo ludico).

L'attività ha visto la guida di una operatrice che ha spiegato come costruire il giocattolo ed ha anche proposto come organizzare il gruppo - secondo due principi generali, l'interesse e la voglia di cambiare operazione se ci si stancava di fare lo stesso. Di per sè l'attività di costruzione può essere approcciata dal gruppo in forma simultanea, preparando diverse parti che compongono la "Manica a vento resistente" e poi nell'assemblare il tutto.
Durante "il fare" si sono generati autonomi piccoli gruppetti di attività diversi, ciascuno specializzato a fare quacosa che sarebbe stato utile ad altri, tutti assieme bene motivati ad arrivare in fondo al laboratorio producendo più di 100 maniche a vento resistenti. E cosi' è stato attraverso due momenti di incontro di circa 2 ore ciascuno.

La decorazione del giocattolo è stata lasciata ad opera dei bambini/e che, seguiti dagli insegnanti, hanno selezionato le forme colorate ed applicato (tramite nastro isolante bi-adesivo) le stesse sulle Maniche avento bianche. Per bambini/e di età compresa tra i 3 e 5 anni questa era l'unica operazione che potevano fare in autonomia. La presenza simultanea di genitori e bambini/e avrebbe concesso loro anche la possibilità di "lavorare" con gli adulti per preparare i materiali ed assemblarli, certo svolgendo un'attività prevalente di "mano sinistra", mano che supporta la mano principale agita dall'adulto. Un'azione questa educativa per gli uni come per gli altri, costruita sul possibile, e non sull'ostacolo o incapacità.

COSTRUIRE
La “Manica a vento” è innanzitutto uno strumento per misurare direzione e la forza del flusso d’aria, molto utile negli aeroporti di una volta, ma è ancora molto presente là dove necessita questa misurazione e non vi è la tecnologia moderna.
Una vera Manica a vento è fatta di tela robusta, ma quella che viene costruita per gioco, e nei laboratori, è in prevalenza fatta ricorrendo alla carta velina e alla colla liquida, solo la “bocca” della manica a vento (dove entra l’aria) è di cartoncino (perché dev’essere la parte del giocattolo più robusta). Ma questo modello di giocattolo non avrebbe risposto alle nostre esigenze.
Nella sua fase di progettazione, si sono cercate strategie e materiali per realizzare uno “strumento ludico” robusto, che potesse resistere anche alle intemperie, soprattutto se lo si desidera esporre all’aperto in modo permanente. Ma sarebbe dovuto andare bene anche come giocattolo da dare in mano a bambini/e della scuola dell’infanzia, che necessitano di più addestramento per comprendere come maneggiare la carta velina, che è veramente fragile, e basta strisciarla un po’ per terra, sull’erba, che essa si strappi.
Così, come materiale di base per il manufatto, si è optato per la tela di plastica ricavata da buoni sacchi per la spazzatura (di cui se ne possono trovare in vari colori) e decorazioni in plastica preparate in anticipo.
Per la descrizione delle operazioni che seguiranno si intuirà che questo manufatto richiede ampi piani di lavoro liberi da oggetti, tutti a disposizione di ogni partecipante. Due sono le principali fasi di attività:
- la preparazione dei ritagli per realizzare la manica, i pezzi di filo di ferro da giardiniere, le forme per le decorazioni, i pezzi di scotch largo
- l’assemblaggio di alcune parti per fare l’imboccatura del giocattolo, la manica o tubo, le frange e il finale con l’aggiunta della corda.
taglaire la tela di plastica
preparare ritagli di plastica
ritagli di decorazioni
preparae ritagli di forme
taglliare e raddrizzare filo di metallo
PRIMA FASE
Preparare i ritagli di plastica
Da grandi buste di plastica si ricavano delle forme rettangolari che in questo caso hanno una lunghezza di 70 centimetri ed una larghezza di 50. Da un sacco grande se ne possono ricavare anche 4 o 6 o 8 pezzi rettangolari idonei. Da ogni sacco – con le forbici - è necessario rimuovere il fondo ed aprire un lato, sicché diventa un'unica tela non più sovrapposta di forma rettangolare.
Tenendo la forbice con le lame aperte e la tela tesa, solitamente, è facile fare “scivolare” la prima bene diritta mentre taglia il velo di plastica, senza alcuno sforzo (soprattutto se le lame sono ancora affilate) e lasciando i bordi del materiale uniformi.
Per sei pezzi grandi da tagliare, l’operazione è bene farla in coppia: c’è chi usa la forbice e chi tiene tesa la tela.
Il lato largo del pezzo rettangolare diventerà la circonferenza della “bocca” del manufatto e il suo lato lungo diventerà la lunghezza del “tubo o manica”.
Ricorrendo alla stessa modalità si realizzano anche le frange (una volta ultimata “la manica”), ritagliando in strisce l’altro bordo largo del “tubo”.
I pezzi di filo di ferro
Da una matassa di filo di metallo da giardiniere (ricoperto da una guaina verde plastificata) si tagliano con la pinza delle lunghezze, che hanno ciascuna la stessa misura della larghezza del pezzo di tela di plastica rettangolare.
Queste parti di filo metallico sono ricurve e devono perciò essere raddrizzate - sempre con la pinza – pezzo a pezzo.
Una parte di filo raddrizzato viene poi appoggiata sul lato largo della tela di plastica e da qui in pi si avvia la fase di costruzione dell’imboccatura della manica a vento.
costruire la bocca
aderire il bordo della bocca
nastro scotch
raddrizzare il filo
chiudere la bocca della manica a vento
Preparare “le forme” per le decorazioni
Per realizzare le decorazioni del manufatto si è scelto un tipo di plastica ricavato da buste preconfezionate, che sono poco costose e vengono in grande varietà di colori. Le parti di plastica sono ripiegate ciascuna su se stessa a fisarmonica, per ottenere lunghe strisce rettangolari. Su di esse e con la penna, si delinea la decorazione (semplici geometrie di triangoli, quadrati, fiori, cuori, strisce strette e lunghe …), poi si opera con la forbice per ritagliare ogni “forma”. Ritagliando una striscia e seguendo il contorno delineato, essendo il prodotto di una plurima ripiegatura, si riesce ad ottenere con poco una grande quantità di “forme” in contemporanea. Le forme diverse verranno poi raccolte in diversi contenitori, mischiando i colori. Facilitando così ai bambini/e la possibilità di selezionare ciò che si desidera con coscienza.
Scotch largo trasparente
Sia per realizzare la “bocca” della manica (ricorrendo ad uno dei due lati corti del rettangolo) e sia per realizzare il “tubo” (facendo aderire i due lati lunghi del rettangolo di tela di plastica), si è scelto dello scotch trasparente largo. Questo materiale è poco costoso ed ha un alto potere di adesione, e per questo motivo diventa anche “difficile” da maneggiare su di una tela di plastica sottile, come quella usata per le buste.
Un suggerimento per prevenire errori ed accelerare i tempi di realizzazione del manufatto è di tagliare una decina di parti di scotch ciascuna lunga 5/7 centimetri. Quest’operazione risulta più semplice se si ricorre ad un comodo supporto sempre disponibile, come il bordo di un tavolo. Tagliare le parti dello scotch solo quando servono non è altrettanto pratico di quando le si ha già pronte e fuori dalla portata del piano di lavoro.
preparare forme
forme decorative
fare le frange
nastro trasparente
nastro
SECONDA FASE
Costruire la “bocca” della Manica a vento
Creare la “bocca” o ingresso della manica (o “tubo”) è forse l’operazione più delicata del processo di costruzione della “Manica a vento resistente”.
Una volta appoggiato il pezzo di filo di metallo al bordo corto del rettangolo di tela di plastica, lo si ricopre con qualche centimetro della stessa tela del bordo, che viene ripiegata su se stessa. Per praticità, aggiungere pezzetti di nastro scotch trasparente largo affinchè si “fermi” questa piegatura che avvolge il filo. Fermate la piegatura non il filo, fate cioè attenzione a lasciare un po’ di “gioco” per il filo, che possa muoversi avanti e indietro sotto la parte di bordo che la ricopre, che possa sbucare dentro e fuori dalle due uscite di questo “improvvisato canale” di tela di plastica.
Poi e se volete, aggiungete una lunghezza intera di nastro scotch per rinforzare definitivamente. Non sarà facile essere precisi e neanche stendere il nastro in modo pari, senza fare un po’ di grinze.
Per completare l’opera è necessario generare un cerchio piegando a modo il bordo con “l’anima” di filo di metallo. Ottenuto il cerchio è necessario muovere una breve parte di filo di metallo che si farà spuntare dall’uscita di un bordo per inserirlo nell’ingresso del bordo opposto (sovrapponendosi per qualche centimetro all’altra estremità del filo di metallo.
Infine aggiungere del nastro scotch per “fermare” tra loro queste estremità che combaciano, nonché rinforzare in quel punto la tela di plastica (che potrebbe forarsi per le punte esposte del filo di metallo).
A questo punto abbiamo ottenuto una “bocca”, l’apertura della manica a vento, con un bordo che è rigido leggero e rinforzato con del filo di metallo al suo interno, questo permetterà alla manica a vento di avere un bordo che resta “aperto” anche se non c’è del vento che l’attraversa.
bocca
forare
inserire spago
aggiungere scotch laterale
fare le frange
Costruire la “manica o tubo”
Una volta realizzata la bocca del manufatto si opera per unire i lati lunghi del rettangolo, in questo modo si ottiene un tubo o manica che esposta al flusso dell’aria, intrappolerà parte di quest’ultima e permettendo all’oggetto di sollevarsi da terra: Unire i lati lunghi del rettangolo di tela di plastica è un po’ brigoso, perché abbiamo un lato corso che è rettilineo e l’altro che è diventato un cerchio (la bocca).
Innanzitutto sovrapporre per quanto è possibile di due bordi lunghi, per qualche centimetro.
Poi scartate li ultimi 15 centimetri di questa sovrapposizione, che saranno usati per la parte della manica a vento con le frange.
Infine e per operare con maggiore disinvoltura, è bene attaccare piccole parti di nastro scotch sulla restante sovrapposizione: una parte vicino al cerchio/bocca, una a metà e l’altra vicino al fondo (poco prima che inizi la frangia).
Fare le Frange alla manica a vento
Per chiudere con l’opera di costruzione del manufatto si realizzano le frange nella parte di tubo che è opposta alla “bocca”. Sempre con la forbice a lame aperte, si realizzano una affianco all’altra delle frange larghe qualche centimetro.
Decorare
Inizialmente, per le decorazioni da attaccare sulla “manica” di plastica si era pensato a della carta adesiva colorata. Questo materiale funziona, ma alla prova dei fatti, non risulta abbastanza aderente, e soprattutto le forme così fatte non resistono a lungo nel tempo. Si era anche pensato all’uso del mastice, ma questo non è un prodotto adatto ai bambini/e e poi la combinazione chimica dello stesso con la tela di plastica restava dubbia. Così si è arrivati alla combinazione tra forme di plastica ritagliata e nastro bi-adesivo, che è veramente forte nella presa, e c’è ne vuole veramente poco per sostenere la leggerezza della tela di plastica. L’unica variabile era come i bambini/e di quell’età avrebbero usato le parti di nastro bi-adesivo.
Alla prova dei fatti, i bambini di 3/5 anni sono stati bene in grado di combinare l’uso delle forme decorative con le parti pre-tagliate di bi-adesivo, attaccando il tutto sulla superficie esterna delle “maniche”.
Aggiungere la corda
Il manufatto ora necessita solo di una cordella o spago per poter essere tirato oppure appeso e legato ad un supporto. Con un oggetto appuntito si operano due fori disposti in modo opposto l’uno all’altro, sul bordo della “bocca” della manica a vento e si fanno trapassare le estremità dello spago, che ha una lunghezza complessiva di un metro circa. Vicino ai fori si annoda lo spago, in modo tale che, una volta che un capo dello stesso è stato fatto entrare nel foro poi appena questo esce dall’altra parte si va ad annodare vicino a dove è entrato, lasciando libero un pezzo di spago. La stessa cosa la si farà dal lato opposto.
Nelle vere maniche a vento a questa parte del processo di costruzione si aggiunge un sistema meccanico che permette alla manica a vento, una volta presa e sollevata dal vento, di avvitarsi su se stessa, senza fare attorcigliare lo spago

Il passo successivo, una volta ottenute tutte le Maniche a vento, sarebbe stato quello di vedere le stesse in "azione" durante la Festa come "sfondo ludico" dal nome "Slalom di vento".

slalom di vento

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TORNA AD ALTRI LINK sulla costruzione di giocattoli collegati alla Festa del diritto al gioco di Ravenna:

- laboratorio Matisse - labirinto di lenzuola - all'interno di doposcuola Arci e Cittàmeticcia
- laboratorio Ragnatela di Arlecchino - giocando e costruendo la trama di calze colorate presso la scuola dell'infanzia Arcobaleno dei bimbi
- laboratorio Strumenti sonori - Albero dei suoni - presso i dopo scuola Arci
- laboratorio Tende e tunnel - presso la scuola dell'infanzia Manifiorite
- laboratorio "Generatori di sorrisi" - o "girandole con il ciuffo", "Uno sciame di biciclette 2017"
- laboratorio di costruzione di Girandole da corsa, "Uno sciame di biciclette 2018"
- laboratorio "Lanterne da passeggio" - laboratoro durante l'evento "M'Illumino di meno"
- laboratorio "Carrettini per il gioco sul prato" - con gli scout della parrocchia San Pier Damiano
- laboratorio "Scatole ripiene" - coinvolgendo genitori e bambini/e a giocare e costruire assieme
- Laboratorio di costruzione del "Saltatappo" - alla Casa Volante, centro di aggregazione informale autogestito
- Laboratorio di costruzione della "Palla Cometa" - Genitori in gioco alla scuola Monti
- Laboratorio di costruzione della "Manica a vento" - durante il laboratorio condotto da operatori del Progetto Crescita
- Laboratorio di costruzione della "Manica a vento resistente" - presso scuola Arcobaleno
- laboratorio di costruzione del "Salterello Pinocchietto" - coinvolgendo genitori e insegnanti alla scuola Manifiorite
- laboratorio costruzione di Multi/maxi girandole - presso le scuole dell'infanzia Manifiorite ed Arcobaleno
- laboratorio di costruzione di Labirinti di cartone - coinvolgendo operatori della cooperativa Progetto Crescita
- laboratorio di costruzione di fuciletti e birilli - formazione dei docenti della scuola Manifiorite
- Laboratorio genitori alla sc. Monti 2017 - protagonismo nell'ideare e condurre piccole feste del gioco decentrate
- Laboratorio genitori alla sc. Monti 2018 - protagonismo nell'ideare e condurre piccole feste del gioco decentrate
- Laboratorio di costruzion delle Cerbottane di carta - al centro Casa Volante