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TENDE E TUNNEL

Ambienti di azione e per l'intimità, per isolarsi nella festa, per conversare in amicizia

"Tende e tunnel" è stato uno sfondo ludico generato a partire dalle prima edizione del Progetto, avviato inizialmente con un laboratorio "Tende e tunnel" che ha coinvolto tutta la comunità della scuola comunale dell’infanzia delle Manifiorite: l’obiettivo del laboratorio era di generare risorse ludiche per la Festa attraverso la condivisione di competenze: quanto appreso e sperimentato a scuola sarebbe poi diventato risorsa da condividere alla festa, affinchè anche per altri/e sia disponibile una facile risorsa ludica da portare a casa.
Il laboratorio si era ripromesso rendere autonomi un gruppetto di genitori, padri e madri dei bambini/e della scuola, nella gestione di un centro di interesse ludico durante la Festa, denominato il Piccolo Villaggio fatto di tende e tunnel.

Alla Festa la cosa ha funzionato molto bene, nella prima edizione come nelle successive, richiamando l’interesse delle varie famiglie della piccola comunità scolastica e anche di altre frequentanti il parco che sono rimaste attratte dalla visione delle strutture sull’erba. Le competenze richieste per costruire “la tenda fai da te” sono molto basilari e questo ha permesso a tanti genitori di coinvolgersi anche collaborando con la prole. Molte interazioni si sono generate tra persone adulti che prima non si conoscevano.

tende ingrandimento villaggio di tende ingrandimento tende e villaggio ingrandimento

COME COSTRUIRE IL PICCOLO VILLAGGIO

Queste installazioni ludiche sono costituite da pochi e semplici materiali, tutti facilmente reperibili. Per le canne di bambù si consiglia di acquistarle nuove di lunghezza da due metri e poi tagliare a metà (con un seghetto con lama da metallo) la quantità necessaria. Sono un materiale che dura nel tempo se conservate all’asciutto. Altro materiale sono vecchie lenzuola, buoni elastici o in alternativa spago e mezzi tappi di sughero, molte mollette.

La tenda viene costruita dalla base solitamente quadrata. Le canne lunghe vengono messe sul terreno e le estremità sovrapposte affinchè le si possa legare tra loro con giri di elastico. Se avete fatto un buon lavoro la base diventa un corpo unico che lo si può spostare dal suo posto ad latro luogo. Quindi aggiungere 4 canne lunghe per fare i lati di una piramide: una estremità delle 4 canne converge vero gli angoli della base e l’altra verso il vertice della piramide. Ancora una volta con alcuni giri di uno o più elastici è possibile fissare la struttura trasformandola in un copro unico che comunque mantiene una limitata mobilità.
Quindi è il momento di aggiungere la copertura, le lenzuola che verranno fissate alla struttura con delle mollette. L’insieme delle operazioni sono gestibili in autonomia da un gruppetto di bambini/e di terza elementare, soprattutto per quanto riguarda ricordare le sequenze, le tecniche e soprattutto l’organizzazione delle interazioni nel gruppetto - per quel che sono le nostre esperienze.

Per la costruzione del tunnel si deve partire da una base rettangolare in cui i lati lunghi sono almeno lunghi il doppio degli altri. Il tunnel non ha un vertice ma uno spigolo in cui convergono quattro canne corte che dipartono dagli angoli della base. Altra differenza con la tenda a piramide, il tunnel necessita di canne lunghe messe in diagonale e connettenti lo spigolo con i due lati lunghi della base

Per avere strutture più stabili, altra possibilità è di inserire le canne che convergono verso il vertice (per la tenda a piramide) o verso lo spigolo (per il tunnel), per la loro parte inferiore, nel terreno.
Un tunnel lungo è fatto da più tunnel corti assemblati tra di loro.

Per la costruzione di una tenda più complessa come il modello “Jurta”, è necessario comprendere che essa si caratterizza per l’inserimento nel suolo di un numero tra le 8 e 12 canne disposte in modo verticale, o perpendicolare al terreno. Come illustra bene la foto, ciascuna di queste canne verticali è anche un lato corto di una rettangolo di canne. Perciò, prima si costruiscono 8 o 10 o 12 rettangoli e poi si connettono gli stessi tra di loro. A questo punto si costruisce il tetto, fatto di canne oblique e convergenti e sorrette ad una colonna centrale (fatta da un insieme i canne a formare una piramide alta e stretta)

L’AZIONE DI GIOCO
Durante la Festa, anche nel luogo del “Piccolo villaggio” si è manifestata una grande varietà di espressione di pratiche ludiche (soprattutto legate al rincorrersi e nascondersi per trovare e cercare compagni/e di gioco), ma ha anche permesso di identificare ambiti per dare valore alla sosta, al riposo, alla pausa tra un’avventura ludica e l’altra (non importa se agita in questo o in un altro luogo della Festa), avviando l’espressione di diverse modalità di stare in interazione interpersonale con e tra gli altri/e, in situazione di vera quiete.
Infatti, durante il tempo della Festa, è stato facile vedere gruppetti misti di bambini/e, e/o parziali nuclei famigliari, con o senza amici/e, sostare seduti in cerchio sia nei pressi delle tende e sia al loro interno, attivando dialoghi, narrazioni, a volte agendo con piccoli giocattoli costruiti in altri luoghi/centri di interesse ludici della Festa.

Oppure nelle tende praticare individuali "momenti di distacco” da ciò che li intorno accadeva, in cui la singolo persona si prendeva il tempo per restare da sola dentro al tunnel o la tenda, spendendo tempo nella quiete, restando seduti o sdraiati a guardare in alto il lenzuolo (che avvolge la struttura portante), la dove si notavano contrasti e riflessi tra luce ed ombra.

costruire la capanna al parco nodi elastici tende elastici vertice aggiungere telo
Costruire la tenda a base quadrata con uno sviluppoa "piramide" lo si fa a partire dalla base, con elastici e lenzuola, canne di bambù.
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TENDE E TUNNEL

Ambienti di azione e per l'intimità, per isolarsi nella festa, per conversare in amicizia

"Tende e tunnel" è stato uno sfondo ludico generato a partire dalle prima edizione del Progetto, avviato inizialmente con un laboratorio "Tende e tunnel" che ha coinvolto tutta la comunità della scuola comunale dell’infanzia delle Manifiorite: l’obiettivo del laboratorio era di generare risorse ludiche per la Festa attraverso la condivisione di competenze: quanto appreso e sperimentato a scuola sarebbe poi diventato risorsa da condividere alla festa, affinchè anche per altri/e sia disponibile una facile risorsa ludica da portare a casa.
Il laboratorio si era ripromesso rendere autonomi un gruppetto di genitori, padri e madri dei bambini/e della scuola, nella gestione di un centro di interesse ludico durante la Festa, denominato il Piccolo Villaggio fatto di tende e tunnel.

Alla Festa la cosa ha funzionato molto bene, nella prima edizione come nelle successive, richiamando l’interesse delle varie famiglie della piccola comunità scolastica e anche di altre frequentanti il parco che sono rimaste attratte dalla visione delle strutture sull’erba. Le competenze richieste per costruire “la tenda fai da te” sono molto basilari e questo ha permesso a tanti genitori di coinvolgersi anche collaborando con la prole. Molte interazioni si sono generate tra persone adulti che prima non si conoscevano.

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COME COSTRUIRE IL PICCOLO VILLAGGIO

Queste installazioni ludiche sono costituite da pochi e semplici materiali, tutti facilmente reperibili. Per le canne di bambù si consiglia di acquistarle nuove di lunghezza da due metri e poi tagliare a metà (con un seghetto con lama da metallo) la quantità necessaria. Sono un materiale che dura nel tempo se conservate all’asciutto. Altro materiale sono vecchie lenzuola, buoni elastici o in alternativa spago e mezzi tappi di sughero, molte mollette.

La tenda viene costruita dalla base solitamente quadrata. Le canne lunghe vengono messe sul terreno e le estremità sovrapposte affinchè le si possa legare tra loro con giri di elastico. Se avete fatto un buon lavoro la base diventa un corpo unico che lo si può spostare dal suo posto ad latro luogo. Quindi aggiungere 4 canne lunghe per fare i lati di una piramide: una estremità delle 4 canne converge vero gli angoli della base e l’altra verso il vertice della piramide. Ancora una volta con alcuni giri di uno o più elastici è possibile fissare la struttura trasformandola in un copro unico che comunque mantiene una limitata mobilità.
Quindi è il momento di aggiungere la copertura, le lenzuola che verranno fissate alla struttura con delle mollette. L’insieme delle operazioni sono gestibili in autonomia da un gruppetto di bambini/e di terza elementare, soprattutto per quanto riguarda ricordare le sequenze, le tecniche e soprattutto l’organizzazione delle interazioni nel gruppetto - per quel che sono le nostre esperienze.

Per la costruzione del tunnel si deve partire da una base rettangolare in cui i lati lunghi sono almeno lunghi il doppio degli altri. Il tunnel non ha un vertice ma uno spigolo in cui convergono quattro canne corte che dipartono dagli angoli della base. Altra differenza con la tenda a piramide, il tunnel necessita di canne lunghe messe in diagonale e connettenti lo spigolo con i due lati lunghi della base

Per avere strutture più stabili, altra possibilità è di inserire le canne che convergono verso il vertice (per la tenda a piramide) o verso lo spigolo (per il tunnel), per la loro parte inferiore, nel terreno.
Un tunnel lungo è fatto da più tunnel corti assemblati tra di loro.

Per la costruzione di una tenda più complessa come il modello “Jurta”, è necessario comprendere che essa si caratterizza per l’inserimento nel suolo di un numero tra le 8 e 12 canne disposte in modo verticale, o perpendicolare al terreno. Come illustra bene la foto, ciascuna di queste canne verticali è anche un lato corto di una rettangolo di canne. Perciò, prima si costruiscono 8 o 10 o 12 rettangoli e poi si connettono gli stessi tra di loro. A questo punto si costruisce il tetto, fatto di canne oblique e convergenti e sorrette ad una colonna centrale (fatta da un insieme i canne a formare una piramide alta e stretta)

L’AZIONE DI GIOCO
Durante la Festa, anche nel luogo del “Piccolo villaggio” si è manifestata una grande varietà di espressione di pratiche ludiche (soprattutto legate al rincorrersi e nascondersi per trovare e cercare compagni/e di gioco), ma ha anche permesso di identificare ambiti per dare valore alla sosta, al riposo, alla pausa tra un’avventura ludica e l’altra (non importa se agita in questo o in un altro luogo della Festa), avviando l’espressione di diverse modalità di stare in interazione interpersonale con e tra gli altri/e, in situazione di vera quiete.
Infatti, durante il tempo della Festa, è stato facile vedere gruppetti misti di bambini/e, e/o parziali nuclei famigliari, con o senza amici/e, sostare seduti in cerchio sia nei pressi delle tende e sia al loro interno, attivando dialoghi, narrazioni, a volte agendo con piccoli giocattoli costruiti in altri luoghi/centri di interesse ludici della Festa.

Oppure nelle tende praticare individuali "momenti di distacco” da ciò che li intorno accadeva, in cui la singolo persona si prendeva il tempo per restare da sola dentro al tunnel o la tenda, spendendo tempo nella quiete, restando seduti o sdraiati a guardare in alto il lenzuolo (che avvolge la struttura portante), la dove si notavano contrasti e riflessi tra luce ed ombra.

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Costruire la tenda a base quadrata con uno sviluppoa "piramide" lo si fa a partire dalla base, con elastici e lenzuola, canne di bambù.

Chissà, forse anche nella necessità di bilanciare con queste sfumature fatte di luminose sensorialità e i giochi motori prima praticati.
Sdraiati nella tenda, oltre ai giochi di luce ed ombre, si è notato che chi vi restava con piacere era assolto/a ad osservare l’intreccio dei materiali vari, tra elastici, canne, stoffa, corde, del tutto assemblato che permette di sorregge la struttura; oppure notando il disegno che fanno altre impronte sulla tela, quali le ombre delle fronde degli alberi, percependo ed apprezzando la brezza dell’aria quando sospirava. Tutti esempi con cui si può dare risposta al diritto alla sfumature nominato nel Manifesto dei “Diritti Naturali di bimbe e bimbi” di G. Zavalloni, in cui si enuncia “… a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle”.

Anche tutto questo è il Diritto al gioco, l’articolo 31 mentre recita l’importanza al gioco anche evoca quello al riposo e alla quiete. Nel Commento Generale n1 all’art. 31, punto 13 l’annotazione si fa più precisa :

“Infine, il riposo e il tempo libero sono altrettanto importanti per lo sviluppo dei bambini quanto le esigenze di base del cibo, della casa, dell'assistenza sanitaria e dell'istruzione. Senza un riposo sufficiente, ai bambini mancheranno l'energia, la motivazione e la capacità fisica e mentale per una partecipazione o un apprendimento significativi. La mancanza di riposo può avere un impatto fisico e psicologico irreversibile sullo sviluppo, la salute e il benessere dei bambini. Essi hanno anche bisogno di tempo libero, definito come tempo e spazio senza obblighi o stimolazioni, che possono scegliere di passare nel modo che desiderano, sia partecipandovi attivamente o meno.”

tende tunnel

Tra le tende e tunnel del piccolo villaggio, assieme alla sosta accadono anche attimi concitati di pronunciata attività ludica, quando ad esempio tra più bambini/e che si rincorrono, l’azione prosegue improvvisa nell'attraversamento di queste strutture (dei tunnel soprattutto); oppure per altri/e era un luogo in cui, sospendendo il respiro, si tenta di nascondere con il cuore che batte forte per il timore di essere scoperti, rispetto a chi era li intorno a cercarli.

Per altri bambini e bambine il tunnel era un'esperienza da vivere in solitaria, con un'attraversata in tutta fretta, fatta strisciando o gattonando, mettendo alla prova le personali capacità di coordinamento.

isolarsi ingrandimento
isolarsi ingrandimento
nella tenda ingrandimento

Tende e tunnel, un altro esempio di come nel gioco con poco si può ottenere tanto, soprattutto per la creazione di contesti ludici insoliti per le generazioni di oggi, dove la pratica dell’auto-isolamento è più una costrizione indiretta (nel proprio tempo libero, sono tanti i motivi che impongono il dover stare a casa) che una libera scelta, non potendo uscire il giocare perde la competizione con la distrazione tecnologica.

Un pò più complicato ma comunque facile da realizzare per le basse competenze tecniche che questo richiede (certo impegnando un'unità di tempo molto più consistente rispetto alla tenda a base quadrata), è la realizzazione di un altro modello di tenda come la Yurta. Ricco di intrichi a forma geometrica, questa tenda si sorregge soprattutto se ha parte dei lati verticali ben piantati nella terra, e poi il resto è nodo di elastici che trattengono più lunghezze di canna tra di loro.

Questa yurta nel prato offre l'incontro tra un maggior numero di persone, con attività che si realizzano al suo interno, come le narrazioni.

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Il gioco auto organizzato osservato durante le Feste