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Tema 2014 - LIBERARE IL GIOCO

Resoconto della riunione del 15 ottobre 2013 a valutazione della prima festa del gioco giocae in strada con l'aquilone

Il 15 ottobre 2013 (dalle 15,30 alle 17,00) si è svolto il primo incontro organizzato per coinvolgere referenti di diverse associazioni ed istituzioni locali alla seconda nuova celebrazione della Giornata Mondiale del Diritto al Gioco che, anche per questa edizione, si è tenuto al Parco Mani Fiorite (nel pomeriggio del 25 maggio 2014) - vedi video (realizzato da Ravenna WebTv) e vedi pagina specifica dell'Archivio.
Il tutto è avvenuto in presenza di Mauro Cervellati, consigliere nazionale UNICEF Italia che, per l'occasione, ha anche presentato il rapporto annuale Unicef sulla condizione dell'infanzia nel mondo.

Con il titolo "La città a misura di bambino/a: il gioco", ed in presenza di un nutrito numero di referenti di diverse organizzazioni locali (Unità Progetti e Qualificazione Pedagogica, comitato locale UNICEF, associazione La Lucertola - che è poi diventata Lucertola Ludens, Consiglio Territoriale Darsena, Associazione Genitori Arci AGA, Arci Provinciale, Auser Volontariato Ravenna, diversi operatori coinvolti nel progetto Gioco Diritti Intercultura, Associazione Città Meticcia, Ecomuseo Villanova Bagnacavallo), l'incontro ha visto lo svolgersi di tre momenti:
- una prima parte di introduzione al progetto della Festa del diritto al gioco, con il coordinatore del progetto stesso,
- a cui è seguito il discorso di Mauro Cervellati,
- ed infine uno spazio di dibattito, con espressioni di punti di vista da parte dei vari convenuti.

IL PROGETTO
Verbalmente si è descritto il progetto della precedente edizione (2013/2014) della celebrazione della giornata del diritto al gioco. Quanto è stato espresso si è completato con un documento a supporto che è stato distribuito ai presenti (ad inizio incontro - che è possibile trovare al seguente Link).

Quello dell'anno scorso è stato un progetto dal carattere sperimentale ed “avventuroso”, realizzato in un territorio che non si conosceva pienamente, pionieristico nella sua modalità (quale quella del co-costruire l'evento in rete a partire da un pool di associazioni che conviene sullo slogan: “Infanzia e adolescenza, beni comuni: promuovere interazione, autonomia e protagonismo in città”.
Ed i risultati raccolti con la Festa del 26 maggio (SCARICA: volantino promozionale della festa del 26 maggio 2013 e il programma delle attività - in formato PDF) sono stati una sorpresa tutti, per l'inaspettata ed alta frequentazione di partecipanti, con presenza di adulti estremamente eterogenei nella loro appartenenza socio e culturale, vissuta in un'atmosfera estremamente positiva.
Per chi apparteneva al pool di progettazione e lavoro c'era un'attesa di risultato molto minimale, innanzitutto c'era il comune meta-obiettivo di testare la collaborazione e le competenze all'interno del pool stesso., che nessuno si facesse male e che tutti/e si potessero divertire con la sana pratica del gioco.

L'esposizione è proseguita con la presentazione dei 4 obiettivi dell'evento, a cui si è associata una sorta di valutazione degli stessi alla luce dei risultati notati, mettendo in evidenza quanto c'è ancora da fare.

PRIMO OBIETTIVO - Co-costruire l'evento, collaborare, coinvolgendo il territorio locale e anche intorno, annotando che “si è portato qualcosa” (giocare e coscientizzare sul valore del giocare) come fondamentale esperienza per lo sviluppo dei minori di età e della comunità, incidendo in un quartiere di Ravenna che non ha visto “l'importazione” di un evento, attivato dall'esterno. Questa considerazione comporterà un lavoro di recupero, su di un iter che dovrebbe andare sempre di più verso chi il quartiere lo abita, affinché all'evento si associ un senso di appartenenza maggiore da parte dei residenti – anche se essi hanno risposto con un alto indice di gradimento ed in forma massiccia alla festa.

SECONDO OBIETTIVO - lavorare sulla promozione del dialogo interculturale, infatti il quartiere si caratterizza per un'alta concentrazione di migranti. Durante la festa, si è notato che l'interazione tra i partecipanti era più di tipo multiculturale - con relazioni tra le persone più di tipo familiare, e/o spesa più all'interno della stessa etnia culturale di appartenenza. Cosa che ha riguardato prevalentemente gli adulti e non i minori di età (che erano molto più coinvolti tanto nel giocare che nel girovagare in modo molto autonomo, dialogare e fare cose assieme – segno che c'è una scuola che funziona).
Un luogo della festa che ha visto gli adulti interagire di più tra di loro è stato quello della costruzione del villaggio di capanne associato alla presenza degli operatori della scuola dell'infanzia. aquilone di medio calderoni collegamento

TERZO OBIETTIVO - la memoria e la valorizzazione dell'identità di territorio, questa volta proposto attraverso la riproposizione di una figura storica e simbolica di Ravenna, cioè Medio Calderoni, che è stato residente di questo quartiere. Medio, una persona amatissima dai tanti che lo hanno conosciuto nel suo prevalente ruolo di costruttore di aquiloni, di allenatore della prima squadra giovanile di calcio di Ravenna, dalla storia di vita estremamente significativa (anche per ciò che riguarda la storia del nostro paese, dalla seconda guerra mondiale in poi). Figura che, se si intervistano gli adulti, resta ancora ricordata dai genitori dei bambini/e di oggi - genitori che hanno visto Medio “fare e regalare aquiloni” sin quando loro erano piccoli.
In questa direzione il nostro intervento alla festa ha ottenuto risultati deboli, in quanto pochi gli strumenti messi in atto per tale proposito: un aquilone di Medio in mostra (mobile ed appeso ad un albero), il laboratorio di costruzione dell'aquilone a losanga, la distribuzione di cartoline (fronte - retro).

QUARTO OBIETTIVO - stimolare l'inter-generazionalità, l'interazione tra persone di diversa fascia d'età presenti nel parco, di diversi generi e culture. Alla festa c'erano pochi nonni/e (con o senza nipotini, sostanzialmente in attesa, seduti sulle panchine); pochissimi adolescenti; moltissime famiglie con bambini/e.
Alla riunione mancano le insegnanti della scuola materna Manifiorite (la cui ubicazione è vicinissima all'omonimo parco), che sono state protagoniste e conduttrici di una serie di centri di interesse ludici da loro gestiti durante la festa. Il tutto fu frutto di un precedente percorso di formazione sulla costruzione di alcuni giocattoli e preparazione di alcuni materiali per costruire giocattoli in scuola. Loro, e purtroppo, denunciano una grande difficoltà nel coinvolgere gli attuali genitori dei bambini/e delle loro sezioni, che però erano molto presenti ed attivi durante la festa (che si è fatta coincidere con la festa della scuola).

Per quest'anno (2014/2015) come associazione La Lucertola si è concorso (ed ottenuto una sovvenzione di avvio del progetto) ad un bando della Cassa di Risparmio, pianificando alcune linee di attività (che sono emerse da una valutazione dell'esperienza fatta tra i componenti del pool di promotori). Linee che dovrebbero garantire sia una base di attività durante la festa, e sia novità per lavorare sugli obiettivi in fase preparatoria alla festa, co-costruendo l'evento anche con i soggetti presenti oggi.

IL GIOCO LIBEROcarrettini

La relazione Mauro Cervellati si è avviata facendo un quadro di riferimento globale della condizione dell'infanzia nel mondo, che vede tutt'oggi negata alla maggior parte dei bambini/e la possibilità di giocare, o gioca molto poco, ma lavora molto. In occidente è diverso, la situazione è più variegata.

Tra le sue indicazione prioritarie di lavoro Mauro ha espresso la necessità di tirare fuori il protagonismo di chi vive in quel luogo. Suggerendo di partire dal contatto e dall'osservazione, e da un tentativo di rendere più protagoniste le persone residenti, “stanando” delle potenzialità cittadine latenti.
Partendo dalla Convenzione dei diritti dell'infanzia, mauro fa notare che estrapolando dall'articolo 31, “...al fanciullo deve essere riconosciuto il diritto al riposo” intanto, e questo prima ancora di parlare di “gioco”. Tale principio mette in evidenza un paradosso tra la condizione prevalente di vita nei paesi poveri ed in quelli ricchi.
Questo è un punto comune nel mondo, sia nell'Africa povera che da noi, per motivi diversi: in villaggi dove interviene UNICEF, ai bambini si lascia dormire in aula prima di avviare le lezioni, perché loro arrivano già da ore di lavoro e lunga camminata per raggiungere la scuola.
"Da noi - racconta Mauro - l'esempio me lo da mio nipote che, alla mia richiesta di portarlo a vedere la mostra Pinocchio, lui mi ha risposto che era disponibile solo di venerdì, perché già a sei anni il suo tempo libero era programmato di molteplici attività".

Questo tema ed altro è presente in alcuni articoli di giornali che Mauro ha portato con se: la competizione per accedere alle scuole considerate “buone”, se sono ricche di competenze e contenuti da offrire; a confronto con la necessità di creare una sorta di “collusione” (dal latino col-ludere cioè giocare assieme: entrambe le figure devono “stare al gioco”, con regole, ordine e ruoli assunti da ciascuno, in modo non passivo) tra figura educativa – ad esempio l'insegnante che riesce ad ottenere la cooperazione - e gli allievi. Allievi che riconoscono l’insegnante che “sta al gioco” di apprendere, scoprire, cercare.

E poi tema della cittadinanza, realizzata attraverso due modalità: lo sport in cui si apprende il fair play, spirito di gruppo, gioco di squadra, correttezza, merito, rispetto, vincere nel rispetto delle regole, il senso di squadra; la pratica della discussione, in cui gli adulti chiedono ai minori di età “vorrei sapere la tua opinione”, l'invito a fare domande, manifestare opinioni ed esprimere sentimenti, a discapito del “disciplinarista” (del professore amato dagli studenti che ti fa appassionare al suo interesse verso la materia). Per chi volesse copia di questi articoli lo faccia presente all'indirizzo ciao@dirittoalgioco.it

Mauro ha poi investito di una domanda chi ha progettato l'evento scorso: “Le cose che proponete alla festa come le scegliete? Sono proposte a tavolino? Predefinite?”
Ne è emersa una risposta che ha messo in evidenza una varietà di opzioni ed i loro limiti: prima della festa, sono state prevalentemente concordate, accordate, costruite tra adulti ed in minima parte hanno visto il protagonismo ideativo dei minori di età. In fase operativa invece i bambini/hanno avuto un ruolo molto attivo, realizzativo). albero delle opinioni collegamento
Durante la festa ha dominato la possibilità offerta ai bambini/e di muoversi e scegliere liberamente tra i vari centri di interesse predisposti nel parco, ed alcuni luoghi di maggiore protagonismo.
Solo un'attività - nata in itinere – ha visto la raccolta delle opinioni dei bambini/e rispetto alla domanda: “Perché è importante giocare?”. Durante la festa è stata creata una sorta di piccola esposizione di questi messaggi, tutti appesi ad un albero, il pruno rosso... molto suggestiva da vedere.
Alla festa c’era anche un piccolo display di giocattoli costruiti dai bambini/e della scuola Pasini durante i laboratori in classe (a preparazione, arricchimento, dell'evento), in cui gli stessi autori erano anche coloro che - a turno - si prendevano cura del luogo, insegnando ad altri bambini/e come giocare con i “bigliodromi” e “tappodromi” (da loro costruiti in fase di preparazione alla festa).
Più i tavoli per giocare con gli scacchi, coinvolgendo i minori di età e qualche adulto; questa postazione è stata usata dai più piccoli in modo alternativo, come se le pedine fossero piccoli pupazzi di una storia.
Poi alcuni centri di interesse in cui era libera l'auto organizzazione e auto regolazione da parte dei frequentatori, con l'uso di giocattoli costruiti dalla scuola dell'infanzia.

SPAZIO DI DIBATTITO

Tra i presenti alla riunione si è espressa la necessità di coinvolgere i pediatri, come figura esperta in materia di gioco, la cui voce è molto ascoltata dai genitori. Ed il possibile supporto da parte dell'Unicef locale di contribuire a ciò.

Si è anche fatta memoria di come il Comune di Ravenna ha avviato in passato la celebrazione della giornata del Diritto al gioco dal 2003. Si ricorda una cerimonia e un premio speciale a Medio Calderoni, che con il suo modo di fare rappresentava ed invitata a giocare anche da grandi, egli era un modello di buon esempio. Così come lui, anche altre persone furono invitate e riconosciute, avendo tutte una forte componente di gioco nel loro modo di essere e nella professione.

La cosa non ha potuto svilupparsi più di tanto, mancava un tavolo ricco di realtà associative che potevano costruire eventi ed iniziative in merito; che non fossero presenti solo per un evento di festa, ma inserite in un percorso di preparazione. Essere qui con netto anticipo, ci permette oggi di ragionare su tanti temi da sviluppare poi, durante l'anno scolastico, fino alla festa.
Sulla Darsena oltre alla festa e al progetto IO FUORI GIOCO, c'è un progetto nuovo di doposcuola extrascuola. Questo può anche andare in preparazione alla festa. E sarà importante coinvolgere la fascia dei preadolescenti, alla locale scuola media. Quando in passato il Comune pensò alla giornata del gioco, collegandola con il tema della città a misura di bambino/bambina, si adottò la “Carta delle Città amiche delle bambine e dei bambini” dell'Unicef. In essa ci sono diversi passaggi che potrebbero diventare riferimento aperto, i suoi Nove passi (documento in pdf scaricabile dal sito UNICEF Italia). In essa la salute dei bambini la si affronta come benessere globale, a partire anche dal bisogno di gioco.

Perciò c'è un variegato ambito di possibilità per progettare e anche le risorse per agire, fatto di persone, associazioni e servizi che hanno esperienze.
Rispetto al coinvolgimento dei pediatri a Ravenna ci sono due importanti associazioni, che corrispondono ai due sindacati, una collegata a Nati per leggere Nati per la musica, ma entrambe sono assolutamente contattabili.
Con esse si nomina anche l'associazione Dalla Parte dei Minori, che risulta anch'essa assolutamente coinvolgibile.

Un intervento mette in evidenza la relazione tra ambiente di vita stressante e non più “a misura di bambino/a” e l'aumento delle patologie legate alla salute mentale, che è stato riportato anche con ricerche sull'attuale condizione dell'infanzia.
Con la definizione di nuovi coefficienti è diventato più facile che siamo tutti affetti da disturbi mentali.
Tutto questo comporta che sempre di più i finanziamenti sono spostati nella cura di qualcosa che di fatto non esiste. Grazie a questi eventi celebrativi si mettono a fuoco dei paradossi: a questi bambini affetti da disturbi, che rientrano in queste categorie, gli viene portato via ulteriore tempo del gioco, perché ad essi si dovranno associare terapie che sottraggono loro ulteriore tempo libero.

Altro intervento mette in evidenza che La prima patologia è nel tempo, che per i bambini/e non è più libero. Altra patologia è legata agli spazi, l'estetica degli spazi che sono sempre più gestiti e costruiti dagli adulti.

Altra cosa ancora che viene negata è la solidarietà tra le generazioni. Si osserva che, ricorrendo ad una didattica nella scuola che fa entrare gli anziani in classe, qualcosa si sta muovendo a Villanova.

CONCLUSIONE

Mauro conclude invitando a puntare a riconoscere al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, progettare un evento festa a non troppo pre-costruito, pre-progettato, prevedibile, a muoversi dalle attività ricreative verso il gioco che prevede l'imprevedibilità. In sostanza evitando un'offerta già tutta pre-costruita.

L'invito è riaffacciamoci a qualcosa di meno dispersivo, poche cose e ben chiare. Cercando di progettare con i bambini/e, facendo incontri preventivi con loro per raccogliere da loro “che cosa farebbero”.

Cercare di osservare i bambini/e in situazioni di gioco con quei giocattoli che noi pensiamo di proporgli durante la festa. Legittima l'offerta laboratoriale, sapendo però che si sta facendo altro dal gioco.

E poi si potrebbe pensare a giorni infra settimanali o le domenica come giornate dichiarate come “neutre”: dedicate al gioco in cui si chiudono appositamente delle strade.

(Sono disponibili su richiesta le fotocopie degli articoli di giornale portati da Mauro)