LABORATORIO Giochi di una volta

e inclusione sociale

Il laboratorio prende spunto dal libro "Giochi di una volta" di Marco Botti, in cui sono illustrati e descritti molti giochi e filastrocche della cultura ludica del ferrarese,ma che può essere estesa a tutta l’Italia. Giochi realizzati prevalentemente con l'interazione tra bambini e bambine, senza il ricorso ad oggetti ludici aggiunti, dove il corpo e lo spazio sono i protagonisti.
Questa sarà un'ottima occasione per rievocare ed imparare i giochi tradizionali non più in uso, ma che però restano in una  “memoria collettiva”,  che ha una profonda storia alle spalle, anche visibile nel quadro dal titolo “La piazza dei giochi dei bambini”, di Pieter Bruegel del 1560 (quasi come un’antica enciclopedia del gioco della fine del medioevo, di una cultura ludica che attraversa tutta l’Europa).
Facendo ricorso al peer teaching ed esercitando il problem solving, un'altra direzione di ricerca sarà quella che inviterà il gruppo classe ad adattare questi giochi al tema dell'inclusione sociale, a come cambiare qualcosa del gioco tradizionale per renderlo giocabile anche da chi è portatore di disabilità, senza perdere in divertimento.
Imparare  a descrivere un gioco, con le sue regole e circostanze, sarà un'altra importante competenza che verrà richiesta nel contesto di laboratorio, che apre alla possibilità di insegnare lo stesso a nuove persone.

Il gioco della mosca cieca: una persona è bendata e le latre le stanno attorno, cercando di non farsi prendere
Il gioco della sedia: due traspontano uno, come se fosse seduto su di una sedia

OBIETTIVI DEL LABORATORIO

Socializzare giocando, per esercitare una volta in più il reciproco rispetto e comprensione
Imparare nuovi giochi che potranno poi essere esercitati in autonomia, riscoprendo e socializzando ricordi e memorie despositate in famiglia
Sensibilizzarsi all'inclusione sociale attraverso il gioco adattato
Esercitare il protagonismo nell’apprendere, nel tramandare e nello sviluppare una mostra fotografica sui “Giochi di una volta”.


SCARICA IL DOCUMENTO Giochi di una volta Proposta per il PAFT anno 2026/2027

ATTIVITA'

In generale e nella didattica, il laboratorio prende in considerazione quanto è già noto al gruppo classe e procede verso il nuovo, alternando momenti di ricerca (in cui la classe è ripartita in piccoli gruppi) a momenti di plenaria, di condivisione di quanto si è trovato per risolvere processi di problem solving, che invitano a risolvere sfide progressivamente più difficili.

L’attività si apre con un cerchio, in cui confrontarsi sul significato di alcuni termini, come appunto gioco e tradizione, per poi passare ad una fase di “dinamicizzazione” dei singoli nel gruppo: giocare attività che stimolano la socializzazione, espressività, de-meccanicizzazione del corpo, la spazialità in un crescendo di complessità, in cui resta libera la scelta di quanto coinvolgersi, di come rispondere agli stimoli proposti dall’adulto.


Nel percorso, l'approccio al gioco tradizionale, ai giochi di una volta, sarà di tipo “cre-attivo”, con il supporto di una riproduzione del quadro di P. Bruegel, dal titolo "La piazza dei giochi di bambini" e immagini tratte dal libro "Giochi di una volta", con annessa una minima attrezzatura ludica del “fai da te”.


Queste immagini saranno utilizzate più volte nella didattica:

Il gioco dei mestieri: imitare i mestieri e avere un pubblico che cerca di indovinare
Gioco delle biglie: vince chi centra più buche nel terreno, lanciando la propria biglia

-consegnare immagini ai piccoli gruppi e richiedere agli stessi di interpretare quanto si vede, di confrontarsi sui punti di vista dei componenti del gruppetto, per cercare di dare senso a quanto si vede, cioè scoprire quale sia il gioco che viene giocato dagli attori della foto;

-incontrarsi nel cerchio per mostrare gli altri quanto si è trovato nel piccolo gruppo, insegnando ciò che è il gioco e le sue regole;

-infine confrontarsi con “il modello”, ovvero con le regole scritte nel libro.

In questo modo sia il tramando sia il creativo dialogano per generare cultura ludica, riconoscendo le nuove generazioni sia come destinatari della memoria sia come originali re-interpretatori della stessa.


Un ulteriore passaggio è quello che richiede al gruppo classe di ri-trasformare ulteriormente i giochi in giochi per tutti. Ciò significa di mettersi di nuovo alla prova, immaginando di voler fare giocare anche persone portatrici di disabilità e, con questo nuovo problema da risolvere, trovare possibili soluzioni, modificare le regole del gioco per poter includere.


Nel momento della spiegazione del gioco agli altri, si desidera operare con la registrazione di questa voce narrante: essa potrà costituire un'opportunità per arricchire la mostra fotografica “Giochi di una volta” : per rendere più accessibili le immagini fotografiche si associa un QR che rimanda ad un sito internet, in esso viene immagazzinata la voce di bambini/e che descrivono il contenuto della foto, con il vissuto dell’esperienza di gioco.
Nell’eventualità il laboratorio potrà arricchirsi anche dall'incontro con l'autore del libro, Marco Botti.



NOTE AGGIUNTIVE

Il laboratorio necessita di spazi liberi da ingombri, spostando banchi, cartelle e sedie dell’aula, o meglio ancora accedendo ad uno spazio palestra, o all’aperto. Esso è connesso alla mostra fotografica che si terrà presso Palazzo Rasponi 2, di via D'Azeglio n.2 di Ravenna, dall'11 al 17 maggio 2026, durante la quinta edizione di GiocOsa, ovvero  “GiocOsa è PEREMPRUNOSA”, nonché alla mostra di manifesti in città dal titolo “Liberare il gioco dai pregiudizi”.
Le classi saranno anche invitate a condividere i loro saperi e competenze acquisiti/e con il laboratorio in momenti di scambio con altre classi e/o della scuola, meglio ancora se si potrà fare un’uscita in luogo pubblico, incontrando e tentando di coinvolgere i passanti in luoghi pedonalizzati, come la piazza (quasi come se si simulasse l’immagine in dettaglio del quadro di P. Bruegel “Giochi di bambini”, del 1560) di città o del paese.


Immagini tratte da "Guardare il quadro di Bruegel con la lente di ingrandimento" e rivisitate con filtri LINK